Capitolo Quinto

Il futuro politico ed economico dell'ASEAN

"... le teorie sono reti: solo chi le butta pesca".
Novalis

5.1 Quadro introduttivo

La preoccupazione principale degli economisti e degli osservatori fino al luglio del 1997, vale a dire un mese prima della celebrazione del trentesimo anno di esistenza dell'ASEAN, era quella di fornire una spiegazione esauriente alla complessa domanda relativa allo sviluppo, così rapido e sostenuto, registrato dai principali paesi sudorientali nel corso degli anni '80 e '90.

Adesso, invece, la questione preminente a cui si cerca di rispondere in ambito accademico è quella connessa alla ricerca dei motivi e delle ripercussioni che la crisi, che ha investito indiscriminatamente quasi l'intero continente asiatico, ha generato e genererà su quest'area.

In effetti, solo nel 1996, le prospettive di crescita dei paesi ASEAN erano più che rosee e si attestavano in termini di P.I.L, limitatamente ai paesi più importanti (Indonesia, Filippine, Malaysia, Singapore, Thailandia e Vietnam), ben oltre il 5% annuo. Uno sviluppo che era superiore a quello dei paesi più avanzati e che faceva estendere l'appellativo di "tigri asiatiche" a gran parte dei paesi menzionati.

La prospettiva di completare il processo di integrazione regionale, in termini di paesi componenti, si stava pian piano avverando, tant'è che oggi tutti i dieci paesi sudorientali ne fanno parte.

I mercati borsistici registravano elevate crescite dei trend; gli investitori esteri sembravano avere fiducia, avallati dai giudizi delle agenzie di rating internazionali, della solidità finanziaria di questi paesi; gli standard di vita delle popolazioni crescevano ad un ritmo sostenuto, l'inflazione si attestava su valori pressochè inferiori alle due cifre (Tabella 5.1).

Tabella 5.1 Alcuni indicatori economici percentuali 1996-98
Indonesia Malaysia Filippine Singapore Thailandia Vietnam
Crescita P.I.L
1996 8 8,6 5,5 6,9 5,5 9,4
1997 4,7 8 5,1 7,8 -0,4 9
1998 -15 -5,8 -0,2 -0,2 -8 5,8
Inflazione 11 5,3 9,2 -0,5 8 7,5
Tasso di Sconto 49,5 12 15 6 25 17
Fonti: Fondo Monetario Internazionale, World Economic Outlook 1998; ADB, Asian Development Bank Outlook 1998.

Mi sembra di poter affermare che un giudizio di validità o meno della strada di liberalizzazione intrapresa non possa comunque essere espresso in base a criteri che tengano in considerazione i soli effetti di trade creation e trade diversion, lasciando in secondo piano il grado di efficacia con cui l'AFTA sarà capace di catalizzare investimenti esteri e porsi come base di produzione mondiale.

Un'altra importante sfida che attende il raggruppamento regionale è rappresentata dalla forte necessità di livellare nel tempo le differenze sostanziali che caratterizzano attualmente le varie economie. La convergenza verso l'alto dei redditi e del livello tecnologico è un presupposto molto importante per garantire in futuro un processo di integrazione ancora più profondo.

Se questi obiettivi saranno raggiunti l'ASEAN ha buone probabilità, una volta rimessasi in carreggiata dopo le turbolenze che l'hanno colpita, non solo di riprendere la via dello sviluppo sostenuto ma anche di poter competere nel prossimo millennio con i giganti dell'economia mondiale.

Non sarei per nulla sorpreso se, in una prospettiva di lungo termine sia chiaro, l'epilogo finale di una delle leggende mitologiche più affascinanti che ci sia mai stata tramandata ab antiquo, possa metaforicamente adattarsi alle vicende future del Davide ASEAN.

5.2 Alcuni fattori di incertezza lungo la strada dell'integrazione

Nel difficile percorso che l'associazione dovrà seguire verso l'integrazione economica dell'area geopolitica da cui prende nome, i principali fattori d'incertezza e di destabilizzazione scaturiscono dalla precaria situazione politica in cui si trovano molti paesi sudorientali.

L'Indonesia, paese più importante all'interno del raggruppamento per estensione e popolazione, affronta problemi connessi alla transizione politica che ha portato, dalla caduta dello stagnante ed ultratrentennale regime di Suharto e dalla breve parentesi del suo delfino Habibie, alle recenti elezioni politiche in cui il nuovo assetto istituzionale è garantito dal compromesso tra il leader mussulmano Wahid e la sua vice Megawati Sukarno Putri.

Quanto quest'equilibrio possa durare è difficile a dirsi; senza dubbio, come la recente questione di Timor Est ha evidenziato, l'ombra e la pressione dei militari non si farà attendere nell'eventualità che si dovessero manifestare, per un motivo o per un altro, come peraltro già avvenuto in passato, delle condizioni di forte instabilità politica.

Sotto quest'ottica il processo a catena di movimenti indipendentisti che la "positiva" conclusione della questione Timor Est potrebbe generare, scatenerebbe molto probabilmente la reazione dei militari nazionalisti.

L'ipotesi, inoltre, che tale eventuale e futura precarietà, unita alle ripercussioni socioeconomiche generate dalla recente crisi finanziaria, amplifichino ed accendano i fervori fondamentalisti di quello che, non va dimenticato, è il più grande paese islamico del mondo, non va sottovalutata.

Ulteriori fattori d'incertezza scaturiscono dalla difficile situazione politica di Cambogia e Myanmar. Una trattazione storica di tali situazioni presupporrebbe un capitolo a parte e non rientrerebbero nelle finalità di natura economica di questa ricerca.

Appare comunque lecito evidenziare come ben diverso sarebbe l'impatto negativo, nel processo d'integrazione economica dell'ASEAN, derivante dall'instabilità politica di un paese cardine quale l'Indonesia rispetto a quello degli altri due poc'anzi enunciati.

L'ASEAN, dunque, nel suo cammino verso l'integrazione economica non è immune da quei fattori d'incertezza, prevalentemente politici, che discendono dalle singole situazioni di potenziale instabilità che investono alcuni paesi membri dotati di scarso consolidamento dei principi democratici.

Le sfide che attendono la più importante entità regionale fra paesi in via di sviluppo sono dunque molteplici. Il loro superamento sarà strettamente connesso alla capacità che i singoli paesi membri avranno di gestire le questioni interne ed anteporre, in un'ottica di gerarchia dei valori, il bene regionale a quello nazionale.

Quest'ultima precisazione appare fondamentale affinchè il Davide ASEAN possa competere in futuro con i giganti dell'economia mondiale.