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Capitolo Quarto

Politiche e Relazioni Economiche Esterne

 

 

 

"Nell'era post-coloniale, i legami della regione Asean con l'Europa sono cresciuti molto più lentamente rispetto a quelli con Stati Uniti e Giappone… in parte per la pre-occupazione europea per l'integrazione economica".
Chia Siow Yue

 

 

 

 

 

 

 

4.1 Quadro generale

L’ASEAN rientra fra quelle organizzazioni che, in relazione ai paesi terzi, adottano una filosofia di regionalismo aperto. Con tal espressione s’intende un legame associativo che, oltre al buon mantenimento delle relazioni esterne con i paesi estranei al raggruppamento regionale, lascia libero ciascuno stato membro di intraprendere e mantenere rapporti esterni in via unilaterale e, nel campo commerciale, di fissare le proprie tariffe doganali autonomamente (generalmente non in misura eccessivamente protezionistica).

L’ASEAN, in questo senso, non dà origine ad un blocco commerciale vero e proprio, visto che non adotta una politica tariffaria comune come nel caso delle unioni doganali.

Il fatto che sia lasciata ampia autonomia ai singoli stati, non deve far intendere che manchino politiche e relazioni economiche fra l’associazione come entità a se stante ed altri paesi od organizzazioni regionali ed internazionali.

Il principio d’apertura al dialogo fu sancito già dalla stessa Dichiarazione di Bangkok del 1967, laddove afferma che uno degli obiettivi dell’associazione é quello di "mantenere una stretta e benefica cooperazione con le organizzazioni regionali ed internazionali aventi simili mire e scopi…" (articolo 2, punto 7).

Pochi anni più tardi il concepimento dell’ASEAN furono allacciati dei primordiali rapporti informali con il Giappone, in relazione alla produzione ed al commercio di gomma sintetica, e con la Comunità Economica Europea per questioni inerenti le tariffe preferenziali concesse ai prodotti ASEAN.

Le prime vere relazioni istituzionali furono comunque stabilite solo nel 1974 con l’Australia e nel 1975 con la Nuova Zelanda.

Ulteriori passi verso l’istituzionalizzazione delle relazioni esterne furono intrapresi in occasione del primo summit ASEAN (Bali, 1976), allorché si espresse "la disponibilità dell’ASEAN a sviluppare relazioni fruttuose e progetti di cooperazione mutuamente benefici con altri paesi nella regione". Anche la concomitante Dichiarazione di Concordia ASEAN rifletteva questa nuova predisposizione.

L’anno seguente il celebrativo secondo summit (Kuala Lumpur, 1977) allargò l’orizzonte della disponibilità al dialogo a tutti i paesi terzi ed alle organizzazioni regionali.

Da quell’anno in poi si tenne regolarmente la Conferenza Post-Ministeriale (PMC) tra i ministri degli esteri dei paesi partner di dialogo e quelli dei paesi membri ASEAN. Essa rimane tuttora l’asse portante del dialogo con i paesi terzi.

Nel 1977 si formalizzarono i rapporti con Stati Uniti, Giappone e UNDP. L’Unione Europea entrò in gioco, almeno formalmente, solo nel 1980, il Canada nel 1981 e la Corea del Sud nel 1991. L’India divenne partner di dialogo nel 1995 così come, l’anno seguente, Cina e Russia. Il Pakistan è partner di dialogo settoriale dal 1997.

Sebbene l’incipit dell’apertura al dialogo con i paesi terzi sia da attribuirsi alla finalità di ricercare e migliorare l’accesso dei propri prodotti nei mercati dei maggiori partner commerciali, nel corso del tempo ha assunto sempre maggiore importanza il lato dell’assistenza allo sviluppo nel settore scientifico, tecnologico, sociale, culturale, della gestione delle risorse umane e, non ultimo, del controllo del traffico di narcotici.

La cooperazione economica, nel processo di dialogo, ha inoltre esteso le sue ramificazioni al settore agricolo e commerciale, alla promozione degli investimenti, al turismo, allo sviluppo industriale, al trasferimento tecnologico, allo sfruttamento delle risorse energetiche, ai trasporti ed alle telecomunicazioni.

Con l’andare del tempo, dunque, la rete di relazioni ed il grado di cooperazione configurata ha assunto connotati ben più poliedrici di quelli in origine meramente commerciali d’accesso al mercato.

In occasione del summit di Manila del 1987 si decise di allargare la platea di paesi ed organizzazioni internazionali con cui intraprendere relazioni. Tali paesi, però, non avrebbero potuto acquisire la piena veste di partner di dialogo ma avrebbero limitato la propria interazione con l’associazione a dei limitati settori di cooperazione (partner di dialogo settoriali).

L’attenzione era rivolta in particolare all’area del Pacifico. La Corea del Sud, ad esempio, dal1989 al 1991 era ancora un paese partner di dialogo settoriale.

A partire dal summit di Singapore del 1992 l’ASEAN, in considerazione della crescente interdipendenza mondiale, ha manifestato l’interesse ad estendere ulteriormente le proprie relazioni, a livello di consultazioni, anche a quei paesi non partner di dialogo che avessero sentito la medesima esigenza (partner di consultazioni).

Grazie a quest’apertura furono stabilite, un anno prima, delle consultazioni con la Cina e la Russia.

A partire dal summit di Singapore nelle Conferenze Post-Ministeriali (PMC) furono trattati per la prima volta anche argomenti di sicurezza globale e questioni di rilevanza internazionale

In questi stessi anni sono state stabilite delle relazioni di dialogo settoriale con l’India ed il Pakistan.

La tendenza all’apertura esterna è stata ribadita anche nel corso del summit di Bangkok del 1995. In seguito ad esso sono stati allacciati rapporti con altre associazioni regionali ed internazionali (SPC, ECO, GCC, SAARC, SADC, MERCOSUR ed il Gruppo di Rio).

Attualmente, dunque, la tipologia di relazioni poste in essere dall’ASEAN si basa su tre diversi livelli d’interazione (THE ASEAN SECRETARIAT 1997):

  1. partner di dialogo: è lo status più elevato di relazione con i paesi terzi o le organizzazioni regionali/internazionali.

  2. partner di dialogo settoriali: differisce dal precedente status per il fatto che la cooperazione e le relazioni poste in essere si limitano ad alcuni specifici settori.

  3. partner di consultazioni: i rapporti si limitano a delle consultazioni reciproche.

Il processo decisionale in base al quale l’ASEAN accetta di stabilire delle relazioni di dialogo con i paesi terzi è connesso al raggiungimento di determinati obiettivi ed al rispetto di almeno alcuni dei seguenti criteri:

Oltre a soddisfare almeno qualcuno di questi criteri è indispensabile, per allacciare relazioni con l’ASEAN, che queste non compromettano negativamente i programmi ed i progetti di cooperazione esistenti e che non siano causa di attrito con paesi già partner di dialogo.

In ogni caso è necessario passare per il livello iniziale di partner di dialogo settoriale prima di acquisire lo status di partner di dialogo a tutti gli effetti; è stato in questo modo deciso un approccio graduale (anche detto "passo dopo passo") nel.

L’iniziativa ad intraprendere delle relazioni con l’ASEAN è lasciata ai paesi terzi od ai raggruppamenti regionali. In alcuni casi, però, laddove l’associazione potrebbe beneficiarne a livello strategico, economico o politico è dato mandato al Presidente del Comitato Permanente ASEAN (ASC) di prendere i primi contatti.

La Conferenza Post-Ministeriale (PMC), come accennato, è il momento di dialogo più importante attraverso il quale si concretizzano le relazioni esterne dell’associazione. Essa è a cadenza annuale ed ha luogo in seguito al vertice tra i ministri degli esteri ASEAN (AMM).

In tale occasione, quindi, si incontrano tutti i rappresentanti ministeriali dei vari paesi partner di dialogo ed i ministri degli esteri dei rispettivi paesi ASEAN.

A ciascun paese membro è assegnato, a rotazione e per non più di tre anni, il compito e la responsabilità di curare le relazioni con un particolare paese partner di dialogo. Tale stato membro, dunque, rappresenta ufficialmente l’associazione nella sua interezza e svolge il ruolo di mediatore e canale di collegamento tra questa ed il paese partner di dialogo.

La rotazione triennale da una parte consente di estendere le esperienze relazionali a tutti i paesi membri e dall’altra impedisce la fossilizzazione dei rapporti, con il rischio connesso di eccessiva complicità bilaterale, tra il paese partner di dialogo e l’interlocutore sudorientale. La rotazione, tuttavia, ha anche il difetto di rendere più difficile il concepimento di progetti di cooperazione a lungo termine poiché la mancanza di continuità gestionale ne rappresenterebbe un serio limite.

Per rendere le relazioni più dirette e frequenti sono stati creati dei Comitati ASEAN in alcuni paesi terzi; essi dipendono direttamente dal Comitato Permanente ASEAN (ASC) e sono guidati dagli ambasciatori che operano in quegli stessi stati. Ovviamente, analogamente al meccanismo enunciato in precedenza, responsabile di ciascun comitato è l’ambasciatore di quel paese ASEAN che in quel momento rappresenta l’associazione.

Attualmente, andando scemandosi i problemi connessi alla sicurezza, la cooperazione economica è il più importante argomento di discussione con i paesi partner di dialogo. Particolare rilievo è dato all’aspetto dei traffici commerciali e degli investimenti ma non mancano politiche cooperative connesse allo sviluppo industriale, al trasferimento tecnologico, al settore energetico ed a quelli delle telecomunicazioni, dei trasporti e del turismo.

Accanto alla cooperazione economica vi è quella inerente lo sviluppo in generale comprendente l’area scientifica, tecnologica, delle risorse umane, ambientale, sociale, culturale e del controllo dei traffici di narcotici. L’approccio relazionale in questa particolare dimensione dei rapporti con gli altri paesi è informato a criteri di reciprocità e mutuo beneficio.

Quanto ai flussi commerciali i dati statistici dimostrano come, nonostante i cambiamenti derivanti dall’introduzione dell’AFTA, la fetta di scambi con i paesi terzi sia tuttora la più consistente (Tabella 4.1). Questa realtà si manifesta sia nel lato delle esportazioni ove nel primo semestre del 1998 si registrava una quota relativa del 59% (Figura 4.2), che nel lato delle importazioni con una quota del 66% (Figura 4.4).

 

Tabella 4.1 Flussi commerciali ASEAN (milioni di dollari)

Paese

Esportazioni ASEAN

Importazioni ASEAN

I sem.tre

1997

I sem.tre

1998

I sem.tre

1997

I sem.tre

1998

Brunei

834,2

963,1

166,8

109

Filippine

2.496,1

2.356,2

1.441

1.625,5

Indonesia

1.525,9

888,4

1.424,8

1.226

Laos

951,9

171,4

37,7

17

Malaysia

13.433,3

10.468,2

12.709,1

9.934,1

Myanmar

941,6

311,5

205,4

46,1

Singapore

12.895,2

11.540,1

10.168,5

6.651,6

Tailandia

5.786,7

4.411,2

6.025,5

4.883,8

Vietnam

5.830,1

1.662,5

663,9

778,2

Intra-ASEAN

44.649,9

32.772,7

32.842,8

25.271,3

USA

32.465,4

30.265,1

32.527,1

27.986,6

Giappone

21.005,8

17.351,5

36.110.6

24.775,2

UE

21.552,2

21.367,7

26.114,7

17.017,8

Hong Kong

10.168,3

9.079,1

4.477

3.179,8

Cina

4.789,3

4.866,1

6.813,9

5.654,2

Corea del Sud

5.390

4.133,5

7.476,4

4.555,6

Australia

3.073,6

3.487,9

3.896,9

2.755

India

2.166,5

2.603,9

2.954,7

1.011,6

Canada

928,3

961,3

1.253

967

Russia

387,4

353,7

574,2

383,7

Nuova Zelanda

380,9

367,7

718,1

468,9

Partner di Dialogo

102.307,5

94.837,5

122.916,6

88.755,5

Taiwan

6.031,9

5.825,6

7.668,6

5.137,8

Altri

13.816

25.880,9

17.866,1

15.755,5

TOTALE

166.850,3

159.316,8

181.294,1

134.920

 

Fonte: Segretariato ASEAN. Nota: ASEAN-6, esclusi Laos, Myanmar, Cambogia e Vietnam

 

Di notevole rilievo sono le forti diminuzioni registratesi sia dal lato delle esportazioni che dal lato delle importazioni per effetto della crisi. Le esportazioni infraregionali sono calate di più del 26% nel primo semestre del 1998 e medesima sorte è toccata alle importazioni.

Ciò ha in qualche modo vanificato gli sforzi finora fatti per la creazione di una zona di libero scambio, almeno limitatamente all’obiettivo che si prefiggeva di un aumento del commercio infraregionale.

C’è da chiedersi se con il lento ritorno alla normalità, e nonostante le gravi ripercussioni di natura finanziaria, monetaria e reddituale che il ciclone abbattutosi in questa regione ha provocato, l’ASEAN sarà capace di risalire la china e sfruttare al meglio la liberalizzazione commerciale intrapresa con l’AFTA per diminuire l’eccessiva dipendenza dai mercati esterni attraverso un ritorno alla crescita della quota di commercio infraregionale.

Gli organismi permanenti a sostegno delle attività di relazione esterna sono essenzialmente due:

I prossimi paragrafi evidenzieranno le relazioni intrattenute dall’ASEAN con i principali partner di dialogo.

 

4.2 ASEAN e Cina

Le relazioni politico-economiche formali tra l’associazione e la Cina sono di recente costituzione. L’indirizzo politico comunista del grande paese continentale ha sempre rappresentato una minaccia per i vari paesi ASEAN e, ad onor del vero, era originariamente una delle ragioni politiche della sua nascita. La normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra molti dei paesi sudorientali e la Cina ebbe inizio a metà degli anni ‘70 (CHIA SIOW YUE 1988).

Solo però negli anni ’90, grazie anche alla graduale apertura manifestata dai leader cinesi, si é assistito ad un rafforzamento in senso istituzionale delle relazioni tra queste due entità.

Nel 1991, in occasione del vertice AMM di Kuala Lumpur, il ministro degli esteri cinese Qian Qichen, invitato quale ospite, manifestò l’interesse del proprio paese ad instaurare con l’ASEAN una politica di cooperazione in particolar modo nel settore scientifico e tecnologico.

Questo desiderio espresso fu il primo passo verso la realizzazione di relazioni stabili tra Cina ed ASEAN.

Circa due anni più tardi furono costituiti due comitati congiunti responsabili rispettivamente per la cooperazione economico-commerciale e per quella nel settore scientifico e tecnologico.

Nel contempo si decise di estendere la cooperazione anche nel campo politico e della sicurezza.

Nel 1996 la Cina acquisisce lo status di partner di dialogo in occasione del vertice AMM di Giacarta.

Attualmente la Cina partecipa a diversi livelli nelle varie strutture di dialogo o cooperative sponsorizzate dall’ASEAN. Essa è, infatti, presente nel Forum Regionale ASEAN (ARF), nelle Conferenze Post-Ministeriali (PMC) successive ai vertici AMM, nel Comitato Congiunto per la Cooperazione (ACJCC), nelle consultazioni tra alti funzionari (ASEAN-China SOM) ed in altri organismi privati.

Mentre il primo organismo limita la sua sfera d’azione al campo politico e della sicurezza nella regione, la conferenza post-ministeriale è un punto d’incontro tra il ministro degli esteri cinese (e non solo) e le controparti ASEAN per discutere e rivedere la politica cooperativa anche nel settore economico.

A livello operativo vi è l’ACJCC; esso agisce come strumento di coordinamento delle relazioni cooperative e di incentivo per il rafforzamento della cooperazione economica e funzionale e per la promozione di quella connessa allo scambio culturale ed allo sviluppo delle risorse umane.

A livello economico le relazioni commerciali tra i paesi ASEAN e la Cina sono state sempre relativamente importanti.

La vicinanza e l’antico legame etnico che unisce i cinesi con alcuni paesi sudorientali, in particolare Singapore, Indonesia e Vietnam, hanno in questi ultimi anni fatto sentire maggiormente il proprio peso nelle esportazioni reciproche.

Le esportazioni cinesi verso l’ASEAN raggiunsero nel 1996 la cifra di 7 miliardi di dollari.

Le esportazioni ASEAN verso la Cina sono fortemente aumentate dal 1993 al 1996 (+102,5%), raggiungendo la quota di quasi 9 miliardi di dollari.

Dopo Giappone, Stati Uniti, Hong Kong, Germania, Corea del Sud e Taiwan la Cina era nel 1996 il settimo mercato di riferimento. Con il fagocitamento di Hong Kong è lecito presumere che tale posizione si sia ulteriormente rafforzata, visto che le esportazioni ASEAN verso questa ex colonia britannica ammontavano a circa 21 miliardi di dollari. In effetti, la Cina rappresenta oggi un importante mercato di riferimento insieme a quello del Giappone, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.

A crescere nel contempo sono state anche le joint-ventures in numerosi campi economici (distribuzione commerciale, produzione motociclistica, allevamento di pollame).

Il settore privato, con le proprie camere di commercio ed istituti di promozione commerciale, ha contribuito a tale processo di intensificazione dei rapporti.

Cina ed ASEAN, avendo raggiunto livelli di sviluppo più o meno simili, non si differenziano molto in quanto a strutture ed a filosofie commerciali; esse sono caratterizzate da una parte dall’importazione dai paesi avanzati di tecnologia, impianti produttivi e macchinari e dall’altra di esportazioni di merci ad alto contenuto di materie prime e di lavoro a basso costo. In questo senso le economie sono scarsamente complementari e piuttosto competitive (CHIA SIOW YUE 1988).

Un altro punto di antagonismo é rappresentato dalla vitale catalizzazione degli investimenti esteri diretti che pongono da sempre le due entità su di un piano competitivo.

La rapida ascesa di tali investimenti in Cina a partire dal 1992 si è verificata gran parte a danno dei paesi dell’associazione. Nel 1990 l’80% degli investimenti diretti verso il Sud-est Asiatico e la Cina erano stati assorbiti dai tre principali paesi membri dell’ASEAN (Indonesia, Malaysia e Tailandia). Nei due anni successivi la quota era scesa rispettivamente al 59% ed al 40%. Nel 1992, infatti, la Cina assorbiva circa il 58% del totale (Tabella 4.2) (CHIA SIOW YUE-PACINI 1997). I timori involuzionistici generati dalla repressione di Tienammen erano ormai soltanto un ricordo e la fiducia degli investitori tornava a puntare sulla Cina.
 

Tabella 4.2 Investimenti esteri diretti nel settore manifatturiero in alcuni paesi ASEAN (milioni $)

Anno

Indonesia

Malaysia

Thailandia

Totale
ASEAN-3

Var.ne %

Cina

Var.ne %

1986

800

525

579

 

-

3.330

-

1987

1.240

750

1.949

   

4.319

 

1988

4.409

2.011

6.249

   

6.191

 

1989

4.719

3.401

7.995

   

6.294

 

1990

8.750

6.228

14.128

   

6.986

 

1991

8.778

5.554

4.988

   

12.422

 

1992

10.180

7.036

10.792

   

58.736

 

1993

8.100

2.297

4.294

   

110.000

 

1994

23.724

4.277

5.950

   

81.406

 

1995

39.915

3.660

16.436

   

90.288

 


Fonte: varie fonti locali.

 

Dal 1993 il fenomeno di diversione degli investimenti non si è arrestato ed è stata una delle ragioni che ha spinto l’ASEAN a creare l’AIA, un progetto di rilancio della regione quale area di investimento. Giudicare sulla bontà dell’operazione è prematuro, visto anche che la crisi asiatica ha falsato completamente il quadro iniziale.

Senza dubbio tale crisi, che ha colpito molti dei paesi sudorientali, ha inciso molto sulle decisioni di scelta e di indirizzo degli investimenti dei paesi sviluppati. Occorrerà del tempo prima che la fiducia torni ad investire, si scusi il gioco di parole, questa area.

 

4.3 ASEAN e Stati Uniti

Le prime relazioni iniziano già a partire dal 1977; inizialmente gli sforzi maggiori si concentrarono sul trasferimento della tecnologia, lo sviluppo delle risorse energetiche, la sicurezza alimentare e la liberalizzazione del commercio dei beni.

Il grado di coinvolgimento e di cooperazione assistenziale degli Stati Uniti nella regione cominciò a scemare a partire dalla metà degli anni ’80; in questo periodo, infatti, molti paesi ASEAN cominciavano a registrare tassi di crescita molto elevati che facevano propendere l’amministrazione americana per una diversione degli aiuti allo sviluppo verso altre priorità d’intervento (FUKASAKU-PLUMMER-TAN 1995). Dai bisogni primari lo sforzo cooperativo si spostava verso lo sviluppo delle risorse umane.

Negli anni ’90 l’attenzione è stata focalizzata, oltre che sulle risorse umane, sui traffici commerciali, sugli investimenti, sul trasferimento tecnologico.

Mentre nel passato la cooperazione era piuttosto a senso unico, dagli Stati Uniti verso l’ASEAN, e guidata a livello governativo, negli ultimi anni si è assistito ad una nuova filosofia progettuale volta al soddisfacimento del mutuo interesse in cui il settore privato gioca un ruolo di primo piano.

Gli Stati uniti partecipano a diversi livelli nelle varie strutture di dialogo o cooperative sponsorizzate dall’ASEAN. Essa è, difatti, presente nel Forum Regionale ASEAN (ARF), nelle Conferenze Post-Ministeriali (PMC) successive ai vertici AMM, nell’incontro tra l’AEM ed i rappresentanti per il commercio statunitense (AEM-USTR), nel vertice ASEAN-US, nel Comitato Congiunto per la Pianificazione (JPC), nelle consultazioni tra alti funzionari economici (SEOM-USTR) ed in altri organismi privati.

Così come già visto nel caso della Cina, il fulcro delle relazioni è rappresentato dalla Conferenza Post-Ministeriale (PMC). Tale occasione offre l’opportunità al Segretario di Stato americano ed ai ministri degli esteri ASEAN di aggiornare e rivedere il processo di cooperazione nel campo politico, della sicurezza ed economico tra le due entità. Particolare rilievo è stato dato nel corso degli anni, soprattutto in seguito alla fine della guerra fredda, alla questione della sicurezza ed al ruolo che la potenza americana avrebbe rivestito a tutela della stabilità della regione. Rientrano in quest’ottica i problemi connessi alla non proliferazione delle armi nucleari e l’irrisolta questione dell’autonomia di Taiwan e dei potenziali conflitti nella penisola coreana.

Le relazioni commerciali sono incrementate notevolmente nel corso del tempo. Il commercio totale è pressoché quadruplicato dal 1980 (23 miliardi di dollari) al 1996 (80 miliardi di dollari). L’ASEAN è il quarto mercato di riferimento per gli Stati Uniti dopo Canada, Giappone e Messico.

Gli Stati Uniti sono il primo mercato di riferimento per i paesi ASEAN sia in termini assoluti che in termini di crescita delle esportazioni (+14,1% dal 1990 al 1994). Gran parte di tali esportazione è data da prodotti ad alto contenuto tecnologico (macchinari industriali, componenti elettronici e per le telecomunicazioni, computer ecc.).

Negli ultimi anni la cooperazione economica, accanto a quella politica e per lo sviluppo, ha toccato il settore commerciale, quello della produzione di beni, gli investimenti. E’ stata, inoltre, stipulata una Alleanza per il Mutuo Sviluppo (AMG).

In aiuto a tale sorta di cooperazione vi sono il Comitato per gli Investimenti ed il Commercio (TICC), le consultazioni AEM-USTR ed il comitato ASEAN con sede in Washington.

Quanto alla cooperazione per lo sviluppo il solo progetto ancora in attività è quello denominato EIP, volto alla tutela ambientale.

 

4.4 ASEAN e Giappone

Le relazioni che intercorrono con il Giappone sono tra le più antiche intraprese dall’ASEAN. Questo testimonia il forte legame economico che interessa la regione sudorientale ed il paese nipponico.

Delle relazioni informali furono stabilite già a partire dal 1973. Quattro anni più tardi i legami furono formalizzati attraverso la creazione del Forum ASEAN-Giappone. Tale organo si è riunito finora ogni circa due anni.

Più volte rinsaldati nel corso del tempo i rapporti tra queste due entità sono stati nuovamente approfonditi in occasione della visita a Singapore, nel luglio 1997, del primo ministro giapponese Hashimoto. Egli ha proposto di intensificare ed estendere i legami ad ogni livello del tessuto socioeconomico e di intraprendere delle misure cooperative congiunte nel campo del terrorismo, della tutela ambientale, del miglioramento delle condizioni di vita, del settore alimentare ed energetico, della crescita demografica, dei traffici illeciti e del consumo di droga, dell’AIDS e dei sistemi legislativi. La proposta giapponese era, dunque, di vasta portata e non si limitava ad identificare delle aree d’intervento congiunto nel solo settore economico.

L’ASEAN ha visto con buon occhio questa nuova filosofia avanzata ed ha accettato di intraprenderne i primi passi.

A livello organizzativo le occasioni d’incontro sono le seguenti

Come visto nei precedenti casi, all’apice delle relazioni vi è la Conferenza Post-Ministeriale (PMC).

Per quanto riguarda gli scambi il Giappone, oltre ad essere partner commerciale da lungo tempo, rimane uno dei più importanti paesi di riferimento.

Nel 1993 il commercio totale ammontava a circa 87 miliardi di dollari. Tale cifra saliva a 109 miliardi di dollari nel 1996; un ammontare pari a quasi un quarto (21%) del commercio totale esterno. La fetta di commercio totale esterno con l’ASEAN, ammontava per il Giappone a circa il 15%.

Quello che più ha caratterizzato le relazioni economiche nel corso del tempo è stato il massiccio flusso nipponico di investimenti diretti di cui l’ASEAN ha beneficiato già a partire dagli anni ’80. Nel 1993 il Giappone investiva direttamente in quest’area per circa 3,5 miliardi di dollari (8,4% degli investimenti diretti esteri totali). Nel 1995 tale flusso saliva a poco più di 5 miliardi di dollari (10,4%). In seguito alla crisi asiatica questo flusso è notevolmente diminuito anche per la mancanza di fiducia che le gravi perdite sostenute da molte banche giapponesi ha generato.

 

4.5 ASEAN ed Unione Europea

L’Unione Europea, allora ancora sotto le vesti di comunità economica, è stata la prima organizzazione ad intrattenere relazioni informali con l’ASEAN. Esse, infatti, risalgono al 1972, quando esisteva ancora il Comitato ASEAN di Coordinamento Speciale (SCCAN).

Tre anni più tardi fu stabilito un Gruppo di Studio Congiunto ASEAN-EC (JSG) a cui era affidato il compito di trovare delle aree di intervento in cui far collaborare le due organizzazioni regionali. A livello formale le relazioni iniziarono nel 1977 e l’anno seguente, sotto la spinta del cancelliere tedesco Genscher, si ebbe a Bruxelles il primo vertice ministeriale ASEAN-EC.

Nel 1980, in occasione del secondo vertice ministeriale tenutosi a Kuala Lumpur, fu siglato l’Accordo per la Cooperazione EC-ASEAN in cui, oltre a fissare degli obiettivi di cooperazione economica, commerciale e tecnica, si stabilì un Comitato Congiunto per la Cooperazione (JCC) destinato a favorirne il raggiungimento.

In occasione del Vertice Ministeriale ASEAN-EU (AEMM) del 1994 fu decisa la creazione di un gruppo di esperti (EPG) provenienti da entrambe le regioni per studiare le linee guida da seguire, nell’approssimarsi del nuovo secolo, nel campo economico, politico, della sicurezza e culturale.

In questa occasione si posero le basi per il primo summit tra capi di governo, avutosi nel 1996 a Bangkok, tra Asia ed Europa (ASEM) ed il vertice tra i ministri degli esteri, tenutosi a Singapore nel 1997.

Nello stesso anno il vertice ministeriale (AEMM) tra le due organizzazioni rilascia una dichiarazione congiunta in cui sono contenuti i principi guida da seguire nello sviluppo delle relazioni bilaterali, in particolare riferimento alla cooperazione nel settore privato attraverso l’intensificazione dei rapporti tra imprese e la realizzazione di joint-ventures.

Analogamente a quanto succede per altri paesi gli organismi di contatto e di dialogo in cui rientra la UE sono:

A differenza di quanto visto in precedenza, l’occasione di incontro più importante non è la Conferenza Post-Ministeriale (PMC) ma il vertice tra i ministri degli esteri ASEAN-EU (AEMM).

Il vertice tra ministri economici avviene meno regolarmente.

Per quanto attiene il livello di scambi la UE e l’ASEAN hanno quadruplicato i propri flussi in entrata ed in uscita dal 1980. Tra il 1989 ed il 1994 il commercio totale è cresciuto ad una media del 15,9%; una crescita considerevole se si considera che nello stesso periodo gli scambi totali con il Giappone, maggiore partner commerciale dell’ASEAN, sono cresciuti del 13% (CHIA SIOW YUE-TAN 1997). Il valore degli scambi totali ammontava nel 1995 a 63 milioni di dollari e la bilancia commerciale pendeva leggermente a favore dell’ASEAN per circa 2 miliardi di dollari (Tabella 4.3).

La UE rappresentava nel 1995 il terzo partner commerciale dopo Giappone e Stati Uniti. Limitatamente alle esportazioni essa era il secondo mercato di riferimento.

Circa il 10% del commercio totale dell’ASEAN era relazionato con l’organizzazione regionale europea mentre quest’ultima limitava i suoi flussi commerciali con l’ASEAN a non più del 3% dei suoi scambi totali.

Ciò evidenzia come sia tutto interesse dei paesi sudorientali mantenere ottimi rapporti con un collettore molto importante di prodotti destinati all’esportazione, quale la UE.

L’Unione Europea, per conto suo, vede nell’associazione un importante interlocutore per aprirsi una più ampia porta d’accesso nel continente asiatico, uno sbocco per i beni capitali e gli investimenti in una regione in cui il costo della manodopera rimane, sia pur in misura minore rispetto al passato, relativamente basso.

Il flusso di investimenti diretti esteri della UE verso questa regione è, crisi asiatica a parte, sempre aumentata nel corso del tempo.

 

Tabella 4.3 Commercio mondiale ASEAN 1994-95 (migliaia di dollari)

Paese

Esportazioni ASEAN

Importazioni ASEAN

1994

1995

% sul totale (1995)

1994

1995

% sul totale (1995)

Brunei

467.518,7

529.637,2

0,2

983.368,1

1.012.615,6

0,3

Filippine

1.425.121,6

2.361.315,2

0,8

2.462.440,3

3.120.837,5

1

Indonesia

5.787.972,2

6.334.003,6

2,1

3.230.835,5

4.109.535,4

1,3

Malaysia

15.002.148

18.158.542,6

6,1

10.891.228,7

12.476.296,3

3,8

Singapore

26.798.219,8

30.727.808,1

10,4

21.999.388,7

19.105.063,4

5,9

Thailandia

7.991.373,2

1.072.431,4

3,6

7.079.022,6

8.905.286

2,7

Vietnam

837.023,1

-

-

1.688.424,6

2.160.619,9

0,7

Intra-ASEAN

58.309.376,6

68.832.738,1

23,2

48.334.708,5

50.890.253,8

15,6

USA

39.841.853,5

45.082.494,7

15,2

32.745.284,5

35.288.804,9

10,8

Giappone

26.558.498,8

33.373.334,7

11,2

50.833.802,9

52.928.078,9

16,3

UE

27.627.283,2

32.559.168,4

11

28.542.764,4

30.546.558,4

9,4

Corea del Sud

7.005.134,4

8.574.935,5

2,9

9.035.509,6

10.322.977,3

3,2

Australia

3.868.673,2

4.401.238,9

1,5

5.367.106,8

5.769.669,8

1,8

Nuova Zelanda

624.575,1

671.317,2

0,2

641.699,2

665.972,8

0,2

Canada

1.585.763,8

1.631.771,7

0,5

1.327.154,4

1.758.816,9

0,5

Partner di Dialogo

107.111.782

126.294.261

42,6

12.849.332,8

13.728.0878,9

42,2

India

1.989.531,7

2.821.051,5

1

1.547.006,7

1.737.369,8

0,5

Pakistan

1.065.892,9

1.048.599

0,4

166.701,2

-

0,1

Russia

931.140,1

915.203,9

0,3

534.645,5

702.898,9

0,2

Cina

5.303.820,8

6.201.918,9

2,1

5.758.986,7

6.479.568,9

2

Taiwan

7.394.405

8.761.267,3

3

9.530.494,1

10.249.498,7

3,1

P.di Dialogo Settoriali

16.684.791,1

19.748.040,6

6,7

17.537.834,3

19.409.637,8

6

Resto del Mondo

68.712.992,7

81.821.645,3

27,5

78.701.518,7

117.913.483,6

36,2

TOTALE

250.818.942,4

296.696.685

100

273.067.383,3

325.494.254,1

100

 
Fonte: Segretariato ASEAN
.

 

4.6 ASEAN ed altri paesi partner di dialogo

4.6.1 Australia

Le prime relazioni formali furono stabilite nel 1974 con l’Australia. In quell’anno, infatti, fu stabilito il Programma di Cooperazione Economica ASEAN-Australia (AAECP). Questa schema cooperativo, giunto ormai alla sua terza fase, ha come obiettivo quello di rafforzare gli scambi commerciali e le opportunità di investimento tra le due entità, senza tralasciare di considerare aspetti scientifici, tecnologici, educativi, demografici, ambientali, culturali, e di sviluppo delle risorse umane e delle telecomunicazioni.

E’ stato, inoltre, costituito un Consiglio per il Business ASEAN-Australia per promuovere, a livello di settore privato, gli scambi e gli investimenti reciproci.

Le relazioni economiche sono sempre state ottime da una parte per la vicinanza geografica e dall’altra per la complementarità fra le economie sudorientali e quella australiana (EDWARDS-SKULLY 1996). Nel 1994 le esportazioni ASEAN verso questo paese ammontavano a circa 5,4 miliardi di dollari, contro un flusso inverso di 9,5 miliardi di dollari. Se si aggiunge che la percentuale di esportazioni australiane verso l’ASEAN era nel 1996 superiore a quella destinate agli Stati Uniti ed all’Unione Europea si comprende l’importanza che tale regione riveste per l’Australia.

Anche nel campo degli investimenti il ruolo di questo paese è rilevante; nel 1996 si stimavano a 6.6 miliardi di dollari gli impegni di capitale verso la regione sudorientale.

In relazione all’AFTA é stata discussa la possibilità di unione di questa alla zona di libero scambio esistente tra Australia e Nuova Zelanda (CER). Le proposte non hanno finora portato a nulla di concreto se non quello di iniziare un processo di rimozione di alcuni impedimenti al commercio ed agli investimenti e di operare una certa armonizzazione degli standard e delle procedure doganali.

 

4.6.2 Canada

L’istituzionalizzazione delle relazioni tra Canada ed ASEAN avvenne nel 1981 attraverso la sottoscrizione dell’Accordo per la Cooperazione Economica ASEAN-Canada (ACECA) e la relativa costituzione del Comitato Congiunto per la Cooperazione ASEAN-Canada (JCC). Ad onor del vero, però, i rapporti erano già iniziati nel 1977 in via informale.

Nel 1994 fu concepito il Comitato Congiunto per il Monitoraggio e la Pianificazione (JCC) per visionare l’implementazione e la pianificazione dei vari progetti configurati.

Il Canada, a questo riguardo, ha fornito assistenza tecnica a dei progetti scientifici, tecnologici, di sviluppo delle risorse umane e culturali. Il supporto canadese si è rivelato prezioso anche nel campo della gestione forestale.

I flussi commerciali con tale paese vedono un saldo leggermente positivo a favore dell’associazione. Nel 1996 le esportazioni canadesi ammontavano a circa 1,9 miliardi di dollari mentre quelle provenienti dall’ASEAN verso il Canada si attestavano sui 2,33 miliardi di dollari.

 

4.6.3 India

Le relazioni con l’India sono iniziate nel 1993. Inizialmente tale paese godeva dello status di Partner di Dialogo Settoriale e la cooperazione si limitava all’area commerciale, scientifica, tecnologica, degli investimenti e del turismo. A supporto dello studio di iniziative comuni e delle attività di cooperazione settoriale è stato previsto un fondo congiuntamente finanziato. Il contributo indiano a questo fondo si attestava nel 1997 a ben 660 mila dollari.

In occasione del summit di Bangkok del 1995 l’India è diventata Partner di Dialogo a tutti gli effetti dell’associazione. In seguito a questo nuovo status è stato costituito un Comitato Congiunto per la Cooperazione ASEAN-India (AIJCC) che, sin dalle prime riunioni, ha deciso di espandere le aree di cooperazione includendo, fra l’altro, lo sviluppo delle risorse umane. Gli incontri congiunti sono stati, inoltre, estesi al livello degli alti funzionari (SOM).

Analogamente al caso australiano é stato costituito un Consiglio per il Business ASEAN-India per promuovere nel settore privato gli scambi e gli investimenti reciproci.

 

4.6.4 Nuova Zelanda

I rapporti cooperativi, analogamente a quanto accaduto nel caso dell’Australia, sono sorti già dal 1975.A guida delle attività di cooperazione vi è il Programma di Cooperazione economica ASEAN-Nuova Zelanda (ANZECP) che, oltre a sostenere lo sviluppo dei paesi ASEAN, si prefigge l’obiettivo di migliorare i collegamenti tra le due entità. Tale programma include vari sottoschemi fra cui quello di Promozione del Commercio e degli Investimenti (TIPP) ed il Programma di Sviluppo Energetico ASEAN-Nuova Zelanda. Il primo programma si prefigge di intensificare i legami commerciali ed economici mentre il secondo concentra i propri sforzi nel miglioramento del trasporto e dell’utilizzazione del gas all’interno della regione.

Analogamente a quanto visto per l’Australia sono stati presi accordi per armonizzare gli standard e le procedure doganali e per eliminare altri impedimenti agli scambi commerciali.

A questo proposito la quota percentuale di commercio totale è rimasta pressoché uguale nel corso del tempo (0,3%), toccando 1,6 milioni di dollari nel 1995.

 

4.6.5 Corea del Sud

La Corea del Sud è diventata partner di dialogo solo nel 1991, ben 25 anni dopo il tentativo fallito di aggregazione regionale dell’ASPAC che comprendeva nella regione Filippine, Malaysia, Vietnam del Sud e Laos quale osservatore esterno. La cooperazione configurata riguarda il commercio, gli investimenti, il turismo, il settore scientifico e tecnologico e lo sviluppo delle risorse umane. Ultimamente l’interesse delle processo di dialogo ha toccato anche il settore culturale e quello dei media.

È stato, inoltre, costituito uno speciale fondo per finanziare tali attività (SCF) e, nel 1997, è stato inaugurato il Forum ASEAN-ROK il cui compito è quello di studiare delle misure di cooperazione per il prossimo millennio.

Gli scambi commerciali sono cresciuti parecchio dalla fine degli anni ’80; essi hanno avuto un aumento medio del 22%. Ciò ha comportato parallelamente l’incremento dell’importanza relativa dei flussi commerciali con questo paese rispetto al totale; la percentuale è, infatti, pressoché raddoppiata in quasi dieci anni, passando dal 6% del 1988 all’11,5% del 1996. In quell’anno le esportazioni sudcoreane verso l’ASEAN toccavano la cifra di 20 miliardi di dollari.

Di rilievo è stata anche la quota di investimenti esteri diretti che la Corea del Sud ha apportato fino al 1991 (29% del totale sudcoreano). Dopo questa data il flusso ha avuto una diversione verso la Cina diminuendo la quota destinata ai paesi dell’associazione (11,5% del totale sudcoreano).

 

4.6.6 Russia

La Federazione Russa divenne Partner di Dialogo nel 1996, dopo essere stata per circa cinque anni Partner di Consultazioni, ed un comitato ASEAN fu creato a Mosca. L’anno seguente è stato concepito il Comitato Congiunto per la Cooperazione (JCC); attualmente vi sono circa 50 joint-ventures in via di sviluppo.

La cooperazione verte soprattutto sul settore tecnico e scientifico (biotecnologia, meteorologia, geofisica, microelettronica ecc.).

Il commercio totale è cresciuto notevolmente dal 1994 al 1996 (+222%) passando da 1,6 miliardi di dollari a circa 5,2 miliardi.

 

4.6.7 Pakistan

I rapporti con il Pakistan sono di origine piuttosto recente (1997) e si limitano al dialogo settoriale. Le aree coperte sono quelle del commercio, degli investimenti, dell’industria, del settore scientifico e tecnologico, del turismo, del traffico illecito di narcotici, e dello sviluppo delle risorse umane. A sostegno delle attività settoriali è stato formato il Comitato Congiunto per la Cooperazione Settoriale ASEAN-Pakistan (APJSCC). A capo di tale comitato vi è il Segretario Generale dell’ASEAN ed il ministro degli esteri del Pakistan.

     

È possibile consultare alcune mappe ed immagini sull'ASEAN e sul Sud-Est Asiatico.

 

 

 

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